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Lingua friulana in Rai: prorogata di 6 mesi la convenzione

13 Maggio 2021

Moretuzzo: «La minoranza friulana è stata presa in giro ancora una volta»
Chiesta audizione di Roberti in V Commissione per fare chiarezza sulla vicenda. 

«La minoranza friulana è stata presa in giro ancora una volta». Usa parole dure il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, in merito alla proroga della convenzione integrata tra Presidenza del Consiglio dei ministri e Rai per la trasmissione di programmi radiotelevisivi in lingua friulana, scaduta il 29 aprile e rinnovata per altri 6 mesi, alle medesime condizioni, sulla quale Moretuzzo aveva già espresso un giudizio negativo per il numero limitato di ore di trasmissioni previste all’anno, appena una trentina quelle televisive, in aggiunta alle “storiche” 90 ore di radiofonia.

«Soltanto un acconto rispetto a quanto spetta per legge alla minoranza friulana», ribadisce il capogruppo del Patto per l’Autonomia, che insiste anche sulla «inaccettabile disparità di trattamento rispetto ad altre minoranze linguistiche: andava sanata, ma si è preferito lasciare le cose come sono». «In Alto Adige/ Südtirol – spiega Moretuzzo –, a fronte di 40 mila parlanti il ladino, la Rai prevede 366 ore annue di trasmissioni radiofoniche e 123 ore televisive, prodotte da una redazione giornalistica e da una struttura di programmi ladini. La comunità di lingua friulana (parlata da oltre 600 mila persone) chiede notiziari informativi radiofonici e televisivi nella sua lingua e l’ampliamento dei programmi in friulano almeno nella misura prevista per il ladino», afferma Moretuzzo, ricordando le oltre 1800 firme della petizione che sollecita una maggiore presenza della lingua friulana nella programmazione radiotelevisiva della concessionaria del servizio pubblico con lo slogan “Basta minoranze di serie B!” e la creazione di una struttura autonoma dedicata alla radio e alla televisione in lingua friulana a Udine, con l’assegnazione di una redazione deputata alla ideazione e produzione di notiziari e trasmissioni informative e programmi di approfondimento e la conseguente assunzione di personale competente e formato.

«Ignorare la volontà popolare è un atto gravissimo – commenta Moretuzzo –. E, di fronte alla proroga della convenzione, prendiamo atto di quanto poco peso abbia la Giunta Fedriga nell’interlocuzione con il Governo e in particolare con i ministri dello stesso colore politico. L’assessore Roberti grida allo scandalo perché con la conferma della convenzione in vigore “sono stati disattesi tutti gli impegni presi nei recenti incontri e non sono state prese minimamente in considerazione le nostre proposte”. C’è poco da scandalizzarsi se neppure con il ministro, leghista, dello Sviluppo economico – parte in causa della convenzione – riesce a far valere le istanze della minoranza friulana sulle quali – è bene ricordarlo – tutto il Consiglio regionale è concorde avendo condiviso e approvato diverse mozioni per l’effettivo riconoscimento dei diritti della minoranza linguistica friulana nella programmazione radiotelevisiva della Rai. Servono fatti, non parole e vuote promesse», conclude Moretuzzo, che annuncia la richiesta di un’audizione dell’assessore e dei vertici regionali della Rai in V Commissione consiliare per fare chiarezza sulla vicenda.


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