Chi è Giuseppe Bugatto?
BUGATTO GIUSEPPE (1873 - 1948)
politico
Figlio di Angelo, originario di Aiello del Friuli, e di Luigia Adelaide Jastremsky, nata a Stagno in Dalmazia, Giuseppe Bugatto nacque a Zara l’11 settembre 1873. Nel marzo del 1874 la famiglia si trasferì ad Arbe per motivi di lavoro del padre, ma dopo soli otto mesi, avendo contratto la malaria, si spostarono a Gradisca, dove il padre ottenne un impiego all’ufficio delle imposte. Giuseppe crebbe dunque a Gradisca; tra il 1883 e il 1891 frequentò il ginnasio tedesco a Gorizia, vivendo in città come convittore al Seminario Werdenbergico, e dal 1891 al 1895 la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Graz.
Alle elezioni del 14 maggio 1907, le prime a suffragio universale, venne eletto Deputato al Parlamento di Vienna per il Partito Cattolico Popolare Friulano, per il quale si era presentato nel collegio di Cervignano-Monfalcone. Conservò tale carica fino alla caduta dell'Impero nel 1918. Nell'ottobre del 1918, poche settimane prima del termine della Grande guerra e della resa austriaca, chiese il diritto di autodeterminazione per il Friuli con la frase: CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI, SENZA DI NOI.
Al parlamento di Vienna, Giuseppe Bugatto si impegnò per l’attuazione del programma economico del suo partito, specialmente per la realizzazione delle bonifiche nel basso Friuli e per il miglioramento dei contratti colonici nella contea di Gorizia. Conoscendo molto bene la condizione della minoranza italiana in Dalmazia, collaborò intensamente con i dalmati che volevano impedire la croatizzazione della minoranza italiana. Dedicò uno sforzo continuo e sistematico per ottenere dal governo di Vienna l’istituzione dell’Università italiana a Trieste o in un’altra località dell’Impero d’Austria. Questo suo impegno per l’Università italiana iniziò nel 1907 e continuò anche dopo lo scoppio della guerra austro-serba nel 1914, ma non conseguì alcun risultato pratico. Ogni tentativo in tal senso fu perfino impensabile dopo lo scoppio della guerra tra Austria e Italia, durante la quale il compito più urgente e prioritario dei deputati del Friuli austriaco fu l’assistenza ai profughi provenienti dalle zone della contea di Gorizia evacuate per motivi bellici.
Alla dieta di Gorizia, che aveva anche poteri legislativi nel campo dell’istruzione e dell’agricoltura, Bugatto diede un importante contributo allo sviluppo della scuola italiana ma il risultato più importante della sua azione politica fu l’approvazione della legge provinciale sul colonato del 24 maggio 1914, detta legge Bugatto, che avrebbe migliorato le condizioni dei contadini.
Dopo la fine della guerra Bugatto, fedele all’Austria fino all’ultimo come il suo leader Luigi Faidutti, non poté ritornare a Gorizia, in quanto fu minacciato di morte dai fascisti. Per questo rimase a Vienna fino al 1922, dove nel 1919 pubblicò insieme al Faidutti, il libro di autodifesa L’attività del partito cattolico popolare friulano negli ultimi venticinque anni (1894-1918). Nel 1922 si trasferì a Roma, dove rimase, come impiegato del Vaticano, fino al 1939.
Il 10 luglio 1939 ritornò a Zara e vi rimase fino al gennaio del 1944, quando la sua casa fu distrutta dai bombardamenti ed egli decise di rifugiarsi a Grado, dove morì il 24 febbraio 1948, dopo avere partecipato alla fondazione della Democrazia cristiana locale e all’attività del consiglio di zona di Trieste quale delegato del comune di Grado.