Pineta di Cattinara, Patto per l’Autonomia e Adesso Trieste: «Grave mancanza di ascolto di associazioni e parti politiche»
Questa mattina all’alba è stato allestito il cantiere per l’abbattimento della Pineta di Cattinara. «Paradossale che l’atto finale della lunga lotta per salvare la Pineta di Cattinara abbia avvio proprio nella giornata nazionale degli alberi, e che contemporaneamente il Presidente della Giunta regionale gongoli sui propri social rispetto a Trieste tra le città più verdi d’Italia - dichiara Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia -. Avevamo presentato un ordine del giorno a dicembre 2023, bocciato dalla maggioranza, con cui chiedevamo l’avvio di un percorso di ascolto e collaborazione con il personale sanitario per la revisione del progetto di trasferimento in accordo con le necessità professionali da loro espresse, oltre che coinvolgendo la società civile nelle sue forme organizzate. Richieste analoghe a quelle presentate con la mozione dello stesso mese, insieme alla richiesta di trovare una soluzione diversa per quanto riguarda l’accesso all’ospedale, indirizzando la mobilità in modo da non necessitare di tanti parcheggi che andranno a sostituire gli amati alberi della Pineta, oltre ad attrarre ulteriore traffico in un rione già devastato da scelte urbanistiche scellerate. Con amarezza arriviamo a questo punto senza che la mozione sia stata ancora discussa in sede di Consiglio. Dispiace constatare che i percorsi di partecipazione nelle scelte strategiche della regione non siano ben viste dalla Giunta Fedriga».
«L’individuazione di alternative all’abbattimento della Pineta di Cattinara, polmone verde di un rione che ha subito pesantissimi danni dalla costruzione della Grande Viabilità e dell’Ospedale, era solo questione di volontà politica, quella che è sempre mancata da parte della destra - aggiunge Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale -. Un anno fa abbiamo presentato i risultati del nostro percorso di ascolto delle operatrici e degli operatori sanitari del Burlo in merito al progetto del trasferimento, dal titolo “Il futuro del Burlo va costruito insieme a chi ci lavora”, evidenziando tutte le criticità dell’attuale progetto e chiedendo una moratoria dello stesso. Ascolto che Comune, ASUGI e Regione non hanno mai voluto praticare, zittendo comunità medica e scientifica e popolazione, e calando dall’alto l’ennesima colata di cemento».
Il report di Adesso Trieste si può scaricare qui: https://adessotrieste.eu/wp-