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Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie

Patto per l’Autonomia e Adesso Trieste: «Quali sono le intenzioni della Regione, del Comune di Trieste e dell’AUSIR rispetto alla gestione del servizio idrico a Trieste?»

27 Marzo 2026

«Apprendiamo con un certo stupore che ieri l’Assessore Scoccimarro ha partecipato a una riunione dell’Ausir in cui è stato comunicato l'avvio ufficiale, a giugno, delle procedure per la nuova aggiudicazione della concessione del Servizio idrico integrato (Sii) di Trieste - dichiara Giulia Massolino, Consigliera regionale del Patto per l’autonomia, annunciando un’interrogazione in Consiglio regionale, in parallelo alle azioni intraprese da Adesso Trieste in Consiglio comunale -.  La prima domanda che ci poniamo è: quali indicazioni sono state date ad Ausir da parte del Comune di Trieste per l’avvio della gara? Verso quale modello di gestione vuole andare il Comune, evidentemente d’accordo con Ausir e la Regione? In quali sedi si è svolto il dibattito sul futuro dell’acqua della città di Trieste e sui soggetti che saranno chiamati a gestirla?»

«È da più di due anni che chiediamo con forza alla Giunta Dipiazza di chiarire quale sia la prospettiva strategica della maggioranza sul futuro del servizio idrico - dichiara Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale -. La nostra proposta di istituire una Commissione Speciale sul tema è stata bocciata dalla destra; con tenacia abbiamo tuttavia insistito perché le audizioni di sindacati, azienda, associazioni dei consumatori e associazioni ambientaliste si tenessero comunque nelle Commissioni ordinarie. Da questi confronti sono finora emersi due dati essenziali: che il Comune in questi anni non ha mai vigilato attivamente sul rispetto del Protocollo d'intesa del 2013 su occupazione e qualità del servizio, e che Trieste è di gran lunga l'ambito nel quale la bolletta ha subito i rincari più alti. Anche in ragione di questi aspetti è più che mai necessaria chiarezza da parte dell'Amministrazione su quale vuole essere il percorso per garantire una gestione del servizio idrico a tutela degli interessi delle persone e del territorio. Il silenzio non è una risposta accettabile».

«Non dimentichiamoci che nel 2011 la popolazione italiana, e quella triestina, si sono espresse in modo chiaro a favore di una gestione pubblica e partecipata della risorsa idrica - concludono la Consigliera e il Consigliere -. Prima di avviare procedure di aggiudicazione della concessione del servizio idrico è bene che le persone e le comunità siano coinvolte in un processo decisionale che ha a che fare con il futuro di un bene comune fondamentale, un diritto umano che deve essere garantito a tutte e a tutti».

 


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