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La specialità regionale fra crisi economica e opportunità. Venerdì 22 maggio incontro a Udine promosso da Il Passo Giusto e Associazione Norberto Bobbio

21 Maggio 2026

In un contesto segnato da crisi economiche, trasformazioni produttive e transizione ecologica, la specialità regionale rappresenta insieme una sfida e una leva di sviluppo. Come rafforzare l’autonomia per trasformare le crisi in nuove possibilità per il territorio? Se ne parlerà nel corso dell’incontro “Per una buona autonomia. La specialità regionale fra crisi economica e opportunità” in programma domani, venerdì 22 maggio, alle ore 16.30, a Udine, nella Torre di Santa Maria, in via Zanon 24, che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, cooperativo e culturale per discutere insieme quale autonomia serva oggi alla nostra terra.

L’iniziativa, a ingresso libero, è promossa da Il Passo Giusto e Associazione Norberto Bobbio, con il patrocinio di Regione Friuli-Venezia Giulia, Comune di Udine e Università degli Studi di Udine.

Dopo i saluti iniziali del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, di Lodovico Sonego, dell’associazione Norberto Bobbio, ed Elia Mioni, direttore della rivista Il Passo Giusto, interverranno – moderati dal giornalista Rossano Cattivello – Elena D’Orlando, presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione; Roberto Pinter, già vicepresidente della Provincia di Trento; Michela Vogrig, presidente di Legacoop FVG; Luca Ceccarelli, di Ceccarelli Group.

«È urgente riflettere su come utilizzare in modo dinamico e moderno la nostra specialità regionale, rafforzando la partecipazione delle comunità alle scelte sul proprio futuro – afferma Elia Mioni, direttore de Il Passo Giusto –. L’autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia deve diventare la capacità concreta di dare risposte più efficaci, innovative e vicine ai territori rispetto a quelle dello Stato, affrontando le grandi sfide economiche, sociali e ambientali del nostro tempo».

«Il Parlamento ha appena approvato modifiche allo Statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol che rafforzano i poteri autonomistici della vicina Regione. Un bel passo avanti. Nulla di tutto ciò in Friuli-Venezia Giulia nelle recenti modifiche statutarie. Giusto allora chiedere allo Stato le stesse cose già concesse alla vicina Regione alpina per rinforzare le prerogative autonomistiche del Friuli-Venezia Giulia ed enfatizzarne la funzione internazionale», conclude Lodovico Sonego, dell’associazione Norberto Bobbio.


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