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Progetto di legge nazionale sui ricongiungimenti familiari.

08 Novembre 2022

Patto per l’Autonomia critico sul progetto di legge nazionale promosso dalla Lega

Moretuzzo: «Una norma ideologica che non tiene conto della realtà» 

«La proposta di modifica della normativa nazionale in materia di ricongiungimento familiare, approvata oggi (8 novembre, ndr) dal Consiglio regionale, è una norma ideologica, che non tiene conto della realtà e del fatto che il ricongiungimento familiare non deve essere ostacolato, ma aiutato in quanto strumento indispensabile per facilitare l’integrazione». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo commenta il voto del progetto di legge nazionale che riforma l’attuale Testo unico sull’immigrazione intervenendo, tra gli altri aspetti, sul reddito annuale minimo da garantire, la permanenza minima di due anni in Italia prima di poter presentare domanda e la registrazione dei matrimoni contratti all’estero.

«Questa norma – prosegue Moretuzzo –, che potremmo a tutti gli effetti chiamare “la legge Cisint”, cambia le regole per il ricongiungimento familiare dei lavoratori stranieri regolari su tutto il territorio nazionale per tentare di risolvere una situazione sicuramente complessa, ma molto specifica, qual è quella di Monfalcone e del suo territorio contermine. È evidente che limitare il ricongiungimento familiare non risolve le criticità semmai le esaspera e ne porta di nuove. Forse ai consiglieri regionali della maggioranza sembra ottimale avere una norma di bandiera, indubbiamente utile come slogan da urlare, ma che nulla apporta rispetto alla necessità di affrontare veramente i problemi e trovare soluzioni efficaci ed efficienti per la popolazione e il territorio: non è togliendo diritti ad alcuni che una società si evolve». 


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