Situazione drammatica nelle carceri: il Patto per l’Autonomia presenta un emendamento e un ordine del giorno all’assestamento
A seguito delle iniziative intraprese in merito alla gravissima situazione di sovraffollamento e disagio nelle carceri regionali, il gruppo Patto per l’Autonomia presenta un emendamento e un ordine del giorno all’assestamento di bilancio di cui si è iniziata oggi la discussione.
«Dopo le ispezioni, gli eventi pubblici e la partecipazione alle iniziative di sensibilizzazione, proponiamo anche di affrontare il tema in Consiglio regionale durante il ricco assestamento di bilancio regionale in discussione - ha dichiarato Massolino, prima firmataria dell’emendamento e dell’ordine del giorno -. La prima iniziativa riguarda la possibilità di offrire sostegno psicologico e psichiatrico alle persone attualmente recluse in attesa di giudizio che, fino alla condanna, non possono interloquire con le psicologhe e gli psicologi ministeriali. Specie per chi l’affronta per la prima volta, è necessario un forte supporto durante l’esperienza detentiva, affinché sia un momento di rieducazione e possibilità di reinserimento nella società, non un’afflizione, e per prevenire atti autolesionisti o suicidi. Inoltre, con un ordine del giorno si propone che la Regione attivi la convenzione con il Tribunale al fine di poter accogliere progetti di esecuzione penale esterna (lavori socialmente utili e messa alla prova). Purtroppo, con l’ampia esternalizzazione dei servizi come la manutenzione o le pulizie, gli ambiti in cui avviare progetti di questo tipo sono ridotti, e anche su questo andrebbe fatta una riflessione nei futuri appalti. Infatti, il primo passo per risolvere la tragica situazione del sovraffollamento è avere meno persone in carcere, non avere carceri più grandi. Sappiamo che al momento ci sono problemi anche legati al personale che rendono difficile aumentare il numero di progetti trattamentali. L’esecuzione penale esterna, invece, è una grande opportunità di facilitare l’uscita dal carcere e il ritorno nella società, attraverso specifici percorsi, riducendo anche le possibilità di recidiva».