Omaggio a Loris Fortuna. Un incontro a Udine ne ha ricordato il percorso intellettuale e politico, determinante per la politica statale e regionale. Domani ricorrono i 40 anni dalla morte
Una personalità irripetibile, di grande modernità, capace di interpretare le istanze della società civile e di tradurle in azioni parlamentari. A 40 anni dalla morte, che ricorre domani, 5 dicembre, la figura di Loris Fortuna e il suo straordinario percorso intellettuale e politico sono stati ricordati ieri (3 dicembre, ndr) in un partecipato incontro a Udine organizzato dal Gruppo consiliare del Patto per l’Autonomia – Civica FVG.
La figura di Fortuna è indissolubilmente legata al tema dei diritti civili tra anni Sessanta e Settanta. Dalla proposta di legge sul “piccolo divorzio” dell’ottobre del 1965 sino a quella sull’eutanasia passiva nel dicembre 1984, il deputato socialista friulano fu uno dei principali promotori e simbolo della stagione di mobilitazioni e riforme per l’allargamento di quelli che proprio all’epoca cominciarono ad essere concettualizzati come “diritti civili”.
«La vicenda politica di Fortuna ha contribuito in maniera significativa alla democratizzazione e secolarizzazione del Paese e delle sue istituzioni, inscrivendosi in un percorso di ampliamento dei diritti individuali e collettivi, e di lotta per la laicità dello Stato – ha ricordato Michele Mioni, ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia –. Ciononostante, nel ricostruire la figura di Fortuna ci si trova di fronte ad un triplice silenzio: documentario, storiografico, e – il più assordante – di memoria pubblica. Conseguenza dell’assenza di un fondo d’archivio conosciuto del deputato udinese è la mancanza di una vasta letteratura scientifica sullo stesso, che ne collochi la biografia nella storia più complessiva e articolata delle mobilitazioni politico-sociali per i diritti civili, inquadrando l’azione di Fortuna nell’ambito dei cambiamenti sociali e culturali dell’Italia repubblicana».
Roberta Nunin, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro dell’Università di Trieste e presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine, ha evidenziato le «caratteristiche davvero straordinarie di visione e di determinazione» di Loris Fortuna, l’esempio di «una vita vissuta dentro le istituzioni, ma senza perdere il contatto con la realtà, al contrario sempre attenta e in ascolto dei soggetti più deboli e fragili, e sempre decisa nello schierarsi al loro fianco». Fortuna «appare lontanissimo dal modo che vi è oggi di intendere l’impegno e la partita politica, non di rado più privilegio che servizio alla collettività, in chiave di tutela e avanzamento dei diritti fondamentali. Sei le legislature in cui ha avuto modo di dimostrare la propria visione “lunga”, attraverso un inesausto impegno democratico, nelle istituzioni e nel territorio, mantenendo sempre uno sguardo attento anche nei confronti della regione e dei suoi territori ed esigenze», ha sottolineato Nunin, ricordando, tra gli altri, l’impegno per la tutela della minoranza slovena in Italia attraverso una proposta di legge presentata già nel 1971, i cui frutti si sarebbero colti diversi anni più tardi.
Proprio l’importanza di Fortuna per la politica regionale e per il Friuli in particolare, sono stati al centro dell’intervento introduttivo di Federico Pirone, componente del consiglio direttivo del Patto per l’Autonomia, che ha ricordato la partecipazione del deputato friulano, partigiano e deportato durante la guerra, ad alcuni momenti che hanno segnato la politica e la società friulana: dalla difesa dei braccianti delle lotte del Cormôr alle questioni della definizione dello Statuto speciale e degli obiettivi assegnati alla nascente Regione per seguirne poi l’attività contribuendo all’idea di una “regione-ponte” con l’Est e la Mitteleuropa. «Un percorso di vita e di impegno esemplare, al servizio della sua terra, che merita l’inserimento di Fortuna nel pantheon delle figure politiche friulane che sono state capaci di rappresentare al meglio il Friuli e i suoi valori».
L’esempio di Fortuna, per tutte e tutti, a partire dalle giovani generazioni, è stato ricordato nei loro saluti anche da Stefano Nazzi, segretario provinciale del Partito Socialista Italiano, e dal sindaco di Udine Alberto Felice De Toni.
A concludere l’incontro è stato Massimo Moretuzzo, presidente del Gruppo consiliare regionale Patto per l’Autonomia – Civica FVG che, nel sottolineare anch’egli, la necessità di riconoscere a Fortuna il posto che merita tra coloro che hanno costruito, con visione e coraggio, il Friuli di oggi, ha anche annunciato la presentazione di un emendamento alla manovra di bilancio, in aula dalla prossima settimana, per la creazione di un archivio del politico friulano che possa sanare l’attuale lacuna storiografica e nella memoria pubblica rispetto all’attività di Fortuna.