Moretuzzo: “Si convochi una commissione d’inchiesta per coinvolgere il Consiglio e verificare quanto affermato dal Presidente. Ne va del futuro della Specialità regionale.”

I numeri scritti nero su bianco parlavano e parlano chiaro: il Friuli – Venezia Giulia non ha rinegoziato un bel nulla rispetto a quanto previsto dagli accordi fatti da Tondo e Serracchiani e dovrà versare allo Stato 2,4 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Altre Regioni sono state più “persuasive” di noi: la Sicilia ha ottenuto uno sconto di 900 milioni di € per il prossimo triennio, con il risultato che questi accordi costeranno 700 € all’anno a ogni cittadino del Friuli – V.G. e 200 € a un cittadino della Sicilia.

Il Patto per l’Autonomia ha denunciato l’ennesima conferma della rapina in atto nei confronti della nostra Regione già nella conferenza stampa tenutasi il 3 gennaio scorso, a quattro giorni di distanza dall’approvazione della legge di stabilità statale.

Oggi si legge che il Presidente Fedriga sostiene di essere riuscito a ottenere dal Governo uno sconto per il 2019 di 142 milioni di euro perchè, a suo dire, si è riusciti a “bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi e Gentiloni”.

Questa è una mistificazione colossale! Il blocco di queste compartecipazioni era già previsto in precedenza, tant’è che è stato riportato come previsione nel DEFR di dicembre 2017 e poi ribadito nel documento approvato a luglio 2018 in Consiglio regionale laddove si dice che “dal 2019 cesseranno gli accantonamenti delle quote di compartecipazione, statutariamente spettanti alla Regione e strumentali al risanamento della finanza pubblica, previsti, rispettivamente, dall’art.1, comma 526, della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), come modificato dall’art.46, comma 3 D.L. 66/2014 e dall’art.1, comma 400, L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), per un importo complessivo annuo valutabile in 142 milioni di euro”.

Oltre tutto, visto che il Presidente Fedriga parla del blocco degli accantonamenti (non dei contributi), è utile ricordare che questi cosiddetti “accantonamenti” erano stati inizialmente richiesti da Roma per avviare il federalismo fiscale, cosa che poi con è stata fatta, quindi: o lo Stato ci ritorna i soldi accantonati, o siamo di fronte all’ennesima truffa.

“È evidente che il Presidente Fedriga cerca di coprire così il fallimento di una delle principali promesse fatte in campagna elettorale” dichiara il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo”, cioè la rinegoziazione dei patti scellerati fatti da Tondo e Serracchiani con lo Stato, che hanno impoverito drammaticamente l’economia del Friuli – Venezia Giulia.
Questi balletti sui numeri dimostrano in modo evidente la necessità di una analisi seria e oggettiva sulla situazione dei rapporti finanziari con lo Stato, cosa che il Patto per l’Autonomia ha chiesto come primo atto della legislatura con l’istituzione di una Commissione d’inchiesta ad hoc. Ne va della Specialità stessa della nostra Regione: senza risorse e competenze diventa inutile”.

Ora si capisce perché quella richiesta è stata affossata, sia con i voti della maggioranza, sia con i voti del PD, che invece oggi chiede con forza a Fedriga più trasparenza e coinvolgimento del Consiglio regionale. Peccato che la stessa forza non ci sia stata quando la Giunta Serracchiani poco più di un anno fa ha avvallato nottetempo, senza nemmeno informare il Consiglio, la modifica dell’art. 49 dello Statuto che impatta sulle compartecipazioni e che inciderà in modo pesante sul bilancio regionale.

“Ancora una volta” conclude Moretuzzo “si dimostra come in un momento di attacco politico, istituzionale ed economico alla nostra autonomia solo una forza realmente slegata dalle logiche centraliste possa garantire una difesa degli interessi del Friuli – Venezia Giulia”

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