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Cooperazione ed economia solidale sono indispensabili, servono nuove prospettive

Moretuzzo: «Cooperazione ed economia solidale sono indispensabili, servono nuove prospettive»

Partecipato incontro a Gorizia sulla cooperazione senza confini con Rada Žarković della Cooperativa “Insieme”

«Per il Patto per l’Autonomia è importante organizzare spazi di confronto e di dibattito per conoscere e riconoscere esperienze che, dal basso, dimostrano come sia possibile cooperare oltre i confini imposti dagli stati, sperimentare processi di cambiamento e lavorare assieme per una prospettiva europea davvero inclusiva e solidale». Con queste parole il segretario e capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo ha spiegato il senso dell’incontro dal titolo “Cooperazione oltre i confini” che si è svolto ieri (9 novembre, ndr) al Kulturni Dom di Gorizia. 

Tra le esperienze virtuose raccontate nel corso della serata c’è quella, straordinaria, della Cooperativa “Insieme” che, in Bosnia Erzegovina, con i suoi “frutti di pace” punta a ricostruire ciò che la guerra aveva lacerato attraverso la realizzazione di un’economia rurale sostenibile basata sulla coltivazione di piccoli frutti in fattorie di famiglia unite in cooperativa. Un progetto economico, ma prima di tutto «politico e sociale, basato su valori di collaborazione e dialogo, ad opera di una comunità che ha messo da parte odio e diffidenza per trasformare la propria terra in luogo di rinascita: donne e uomini non più vittime, ma soggetti attivi del territorio, liberi dalla paura», ha spiegato una delle fondatrici della cooperativa, Rada Žarković. 

Preziosa anche la testimonianza di Leyla Vesnic della Tenda per la pace e i diritti di Staranzano che ha raccontato l’esperienza delle “Carovane” nei Balcani attraverso i luoghi del conflitto in quelle terre con i loro nodi irrisolti: occasioni di conoscenza e confronto sui temi dei diritti umani, del sostegno ai giovani, dell’integrazione europea, su percorsi di riconciliazione e convivenza.

L’incontro, introdotto da Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia, con una riflessione sulle esperienze concrete di cooperazione che ogni giorno mettono in campo le persone sul territorio, è stato moderato dal sindaco di Turriaco Enrico Bullian. In sala, tra il numeroso pubblico, diversi amministratori locali e regionali. A chiudere l’appuntamento è stato Moretuzzo, tra i promotori del progetto del Distretto di Economia Solidale (DES) del Medio Friuli, nato dall’esperienza della Cooperativa agricola di comunità fondata nel 2016 (quando era sindaco del Comune di Mereto di Tomba) che ha sviluppato la filiera corta “Pan e farine dal Friûl di Mieç” per la produzione di farina e di pane in cui, oltre agli aspetti produttivi, sono stati curati anche quelli comunitari e sociali, grazie all’attivazione di relazioni tra i produttori, i trasformatori e i cittadini/consumatori, e completata, pochi mesi fa, con la gestione diretta di un panificio a Udine, il “Pan dal DES”. «È stato l’ultimo tassello di un percorso partito dalla coltivazione del frumento su terreni gestiti collettivamente, dà forza sociale al processo che abbiamo avviato per generare un’economia positiva attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, un passaggio che riteniamo indispensabile, anche come Patto per l’Autonomia, verso un cambiamento necessario e possibile. Crediamo infatti fortemente, e continueremo a impegnarci in questo senso, nella costruzione di una rete di economia solidale, basata sui principi della sostenibilità sociale e ambientale, in grado di valorizzare il capitale territoriale e di non essere in balia delle dinamiche della globalizzazione neoliberista». 


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