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Ovovia, Massolino: Adesso basta, pretendiamo trasparenza. Un Dipiazza sempre più isolato sta condannando la città a un progetto insostenibile voluto solo da se stesso

26 Gennaio 2024

«C’è ben poco da essere positivi: Dipiazza è sempre più solo a difendere quello che agli occhi di tutti, anche del Governo, è indifendibile. Il Sindaco dovrebbe finalmente ammetterlo e dirottare tutti gli sforzi su un nuovo progetto, che sia davvero utile alla cittadinanza e compatibile con l’ambiente, come il tram, per evitare di perdere i finanziamenti. Incredibile che l’Amministrazione non abbia mai reso noti questi problemi nell’iter del progetto: il Sindaco deve per una volta essere trasparente e raccontare perché ha sempre negato che ci fossero problemi con i diversi Ministeri».

Così Giulia Massolino, consigliera regionale del gruppo Patto per l’Autonomia - Civica FVG commenta le nuove rivelazioni circa l’iter autorizzativo del progetto di ovovia del comune di Trieste.

«Grazie agli accessi agli atti fatti dal consigliere del Pd Francesco Russo non soltanto veniamo a scoprire che il Ministero dell’Ambiente non è affatto d’accordo col progetto rilevando le problematiche che già aveva rilevato il Ministero della Cultura, ma scopriamo anche che il Sindaco ha sistematicamente omesso particolari non secondari nell’iter del progetto, che pure erano stati richiesti nelle diverse interrogazioni di Adesso Trieste in questi anni. Questo significa mentire ai cittadini, ai consiglieri di minoranza e forse anche agli stessi consiglieri di maggioranza, che magari qualche malumore nel legare strettamente la loro azione amministrativa e politica a un’opera del genere cominciamo ad averlo».

Massolino ricorda che, oltre alla petizione al Parlamento europeo portata avanti dal Comitato No Ovovia, è in attesa di risposta un’interrogazione al Parlamento europeo depositata a dicembre dal partito European Free Alliance, di cui il Patto per l’Autonomia fa parte, a seguito della VINCA negativa.

«Se anche il Ministero dell’Ambiente ha dubbi seri sul progetto rischiamo che in sede di valutazione la Commissione europea ritenga non rispettato il criterio di non impatto ambientale, il che significa semplicemente che il finanziamento non sarebbe più erogato: oltre al danno, anche la beffa. Le triestine e i triestini si troverebbero sulle spalle non solo gli ingenti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria di oltre 5 milioni all'anno, ma anche l'intero importo dei costi di costruzione: 62 milioni di euro, che questa volta non credo che sarà la Regione, con il suo Bilancio, a togliere le castagne dal fuoco a un Sindaco pericolosamente solo e accanito».


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