Minoranze linguistiche. Gorizia risponde all’appello del Patto per l’Autonomia dopo i tagli alla 482: il Consiglio comunale approva all’unanimità la mozione per il rifinanziamento della legge
A Udine una mozione analoga sarà discussa il 19 ottobre
Il Consiglio comunale di Gorizia ha approvato all’unanimità una mozione per il rafforzamento dei finanziamenti destinati all’attuazione della legge 482/1999 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche. La proposta, presentata da Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia della lista civica Noi Mi Noaltris GO! e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia, è stata successivamente fatta propria dal sindaco Rodolfo Ziberna, che l’ha condivisa e rielaborata con l’assessore Maurizio Negro fino a giungere a un testo sostenuto dall’intero Consiglio comunale.
L’approvazione rappresenta uno dei primi risultati concreti dell’iniziativa promossa dal Patto per l’Autonomia, che nelle scorse settimane ha depositato una mozione in Consiglio regionale e avviato un’azione coordinata nei Comuni friulani, invitando le amministrazioni locali a discutere e approvare un analogo documento per chiedere al Governo e al Parlamento finanziamenti adeguati, stabili e continuativi a sostegno delle minoranze linguistiche storiche e dell’attuazione della legge 482.
Negli ultimi anni, infatti, le risorse destinate all’attuazione della legge 482 hanno subito una riduzione costante, con ricadute sempre più evidenti sulla capacità delle amministrazioni e degli enti di garantire continuità alle attività di tutela e promozione delle lingue minoritarie. Nel tempo, il finanziamento statale destinato al Friuli-Venezia Giulia si è progressivamente ridotto, indebolendo strumenti e servizi essenziali per la salvaguardia e la valorizzazione delle comunità linguistiche del territorio.
La mozione approvata a Gorizia sollecita il Governo e il Parlamento ad adeguare e rafforzare i finanziamenti destinati alla tutela del patrimonio linguistico presente sul territorio italiano, garantendo risorse stabili e continuative per l’attuazione della legge 482 in una prospettiva di lungo periodo. Il documento invita inoltre la Giunta e il Consiglio regionale, così come le parlamentari e i parlamentari eletti in regione, a farsi promotori di un’iniziativa forte e determinata nei confronti dello Stato affinché sia assicurata una dotazione finanziaria certa, adeguata e continuativa.
«Quando parliamo della nostra terra parliamo spesso di confini. La vera ricchezza del Friuli-Venezia Giulia, però, non si misura sulle mappe, ma nelle identità, nelle storie e nelle lingue che questo territorio ha saputo custodire nel tempo. Quando una lingua minorizzata si rafforza, si rafforza l’intero ecosistema culturale della nostra regione. La pluralità non è una somma di rivalità, ma una moltiplicazione di opportunità», afferma Sartori. «I nostri giovani hanno la straordinaria fortuna di crescere in un territorio naturalmente plurilingue. In un mondo globalizzato che tende all’omologazione, conoscere più lingue e più culture fin dall’infanzia rappresenta un valore aggiunto inestimabile, un’apertura mentale che si traduce anche in forza sociale ed economica. Sostenere le lingue minorizzate significa rispettare la storia di questa regione e, allo stesso tempo, affermare una visione moderna, aperta e inclusiva dell’Europa».
Dopo Gorizia, una mozione analoga sarà discussa dal Consiglio comunale di Udine nella seduta del 19 ottobre. L’obiettivo è consolidare una richiesta condivisa dalle istituzioni del territorio affinché lo Stato garantisca risorse adeguate e continuative per la tutela delle minoranze linguistiche storiche.
«La tutela delle lingue friulana, slovena e germanica rappresenta uno dei pilastri dell’autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia e un patrimonio culturale che appartiene all’intera comunità regionale. L’approvazione unanime della mozione da parte del Consiglio comunale di Gorizia dimostra che la difesa della diversità linguistica può unire le istituzioni al di là delle appartenenze politiche – commenta il segretario del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo –. Un segnale importante che ora deve tradursi in scelte concrete da parte dello Stato: senza risorse adeguate, stabili e continuative, gli strumenti previsti dalla legge 482 rischiano infatti di essere progressivamente svuotati di efficacia».
