Giù le mani dalle Camere di Commercio. Cecotti alla Cciaa di Udine: «La politica non imponga riforme dall’alto»
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Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie




nche qui:
La politica commerciale dei prezzi esposti è sicuramente a favore dei consumatori, ma di certo non dei cittadini che votano.
Che i parlamentari possano essere corrotti o comprati è storia e attualità verificata, ma da questa tornata elettorale portano anche il prezzo stampato in fronte.
- 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - CIMOLAIS, Sala polifunzionale (ex Asilo), candidati presenti : Markus Maurmair
- 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - PRECENICCO, Centro civico, via Cavalieri Teutonici 25, candidato presente: Diego Navarria
Non molto tempo fa potevamo leggere sulla stampa come una maestra avesse sostituito la parola Gesù con Perù in una canzone di Natale, oggi leggiamo che Salvini giura sul Vangelo. Due episodi apparentemente scollegati che in realtà appartengono allo stesso fenomeno generale. Nel primo caso si cambia la forma per paura di offendere qualcuno, nel secondo caso un eccesso di forma serve solamente a contrapporsi ai musulmani, in entrambi i casi si privano parole e simboli del loro contenuto originale, trasformandoli in vuoti slogan. Indipendentemente dalla spiritualità del singolo, usare libri e simboli come armi di convenienza per attaccare o non essere attaccati è una sconfitta culturale. Così una maestra che dovrebbe stimolare i suoi studenti a ragionare e confrontarsi sceglie la via più semplice, e la meno elegante; mentre Salvini (che evidentemente non sa che si giura sulla Bibbia non sui Vangeli, ma forse i vangeli adoperati sono quelli apocrifi) sfoggia ancora una volta un inqualificabile opportunismo. Forse non molti ricordano i passati rituali al “Dio Po” che è già una mezza bestemmia , o gli ordini del giorno nei comuni per rimuovere i crocifissi dai luoghi pubblici, ma d’altronde cavalcare l’onda del momento è un mestiere difficile, ma per farlo basta una faccia di bronzo e la speranza che nessuno ricordi cosa hai detto e fatto ieri. Togliere il nome Nord dal simbolo non è sufficiente per far dimenticare il passato, così come il bacio di Di Maio all’ampolla di San Gennaro non può nascondere la palese incoerenza del suo movimento.
L'Insonne


Sindaco dal 2009, con la mia amministrazione, ho realizzato uno dei pochi progetti di fusione amministrativa andato a buon fine in Friuli-Venezia Giulia, dando vita nel 2015 al Comune di Valvasone Arzene. Oltre ad aver portato a termine in pochi anni numerose opere pubbliche ed essermi occupato del rilancio commerciale del Borgo Antico di Valvasone (uno dei Borghi più belli d’Italia), cercando di valorizzare anche Provincia e Regione, in chiave turistica, facendole conoscere a livello nazionale.

42 anni vivo a Bertiolo. Sposata e mamma di un bimbo e una bimba. Lavoro da un anno e mezzo presso la direzione Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Laureata in lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Udine con una tesi sullo stato di vitalità della lingua friulana nel Medio Friuli, ho lavorato, fino al trasferimento avvenuto per legge, presso la Provincia di Udine, dove mi occupavo di musei, biblioteche e progetti sulla Grande Guerra sia regionali che europei. Nel tempo ho collaborato con una agenzia che sviluppa siti internet, per creare e tradurre le pagine dei siti web in friulano.

Nato 50 anni fa, padre di tre figli, appassionato di cultura e tradizioni locali, divido le mie origini tra Trieste e il Friuli, ove ora abito, a Campolongo al Torre. Sono responsabile del settore salute, sicurezza e ambiente, nonché dei servizi generali, di una azienda con 400 addetti facente parte di un gruppo leader a livello mondiale nel campo della cantieristica nautica. A fianco dell'impegno lavorativo coltivo fin da piccolo l'amore per la musica classica, terminando prima gli studi iniziati alla Glasbena Matica (scuola di musica slovena) di Trieste, poi impegnandomi nelle attività artistiche di una delle più importanti compagini corali nazionali, di cui sono da oltre dieci anni vicepresidente.
Nata il 1° maggio 1972, sposata, un figlio. Laureata in Ingegneria Gestionale e abilitata alla professione di Ingegnere, in seguito ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologie Chimiche ed Energetiche. Dal 2006 svolge, presso l’Università di Udine, attività di ricerca nel settore della Scienza dei Materiali occupandosi principalmente di riciclo di rifiuti. Dal 2016 è consigliere comunale nel Comune di Campoformido. I suoi interessi personali sono la lettura, i viaggi e lo sport.
Nata il 1° maggio 1972, sposata, un figlio. Laureata in Ingegneria Gestionale e abilitata alla professione di Ingegnere, in seguito ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologie Chimiche ed Energetiche. Dal 2006 svolge, presso l’Università di Udine, attività di ricerca nel settore della Scienza dei Materiali occupandosi principalmente di riciclo di rifiuti. Dal 2016 è consigliere comunale nel Comune di Campoformido. I suoi interessi personali sono la lettura, i viaggi e lo sport.

Sposata, di anni 64, è nata e vive nelle Valli del Natisone. Diplomata, ha lavorato in Regione prima a Trieste e poi negli uffici di Udine, durante la ricostruzione post terremoto. Ora in pensione, si dedica alle sue grandi passioni: la cucina e le erbe. E' Maestra di cucina, sommelier AIS, scrive per riviste di enogastronomia, tiene lezioni e laboratori per Enti ed Associazioni pubbliche e private. Da quattro anni cura per la RAI la rubrica “Ricetta” nella trasmissione radiofonica “Vita nei campi”. E' stata insignita del Premio Carati d’Autore 2010, promosso dalle Associazioni DONNE DEL VINO, ARGA FVG e ASSOENOLOGI.
Spostato, ho quattro figli e 61 anni dedicati a Carlino, il mio paese, e al Friuli che amo profondamente e sul quale ho pubblicato diversi libri di storia, lingua e cultura. Sindaco di Carlino da 9 anni, con liste civiche e senza apparentamenti con partiti politici, dal 2015, eletto all'unanimità, presiedo l'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, unico organismo istituzionale del Friuli, al quale aderiscono 115 Comuni.
42 anni, sposato e padre di 2 figli, di professione imprenditore, Sindaco del Comune di Mereto di Tomba dal 2014. Laureato con lode in Scienze dell’educazione all’Università di Padova, dopo aver frequentato il Liceo scientifico Copernico di Udine, sono impegnato da sempre nei settori del volontariato, dell’ambiente e dello sviluppo locale.
Sindaco dal 2009, con la mia amministrazione, ho realizzato uno dei pochi progetti di fusione amministrativa andato a buon fine in Friuli-Venezia Giulia, dando vita nel 2015 al Comune di Valvasone Arzene. Oltre ad aver portato a termine in pochi anni numerose opere pubbliche ed essermi occupato del rilancio commerciale del Borgo Antico di Valvasone (uno dei Borghi più belli d’Italia), cercando di valorizzare anche Provincia e Regione, in chiave turistica, facendole conoscere a livello nazionale.
Federico Simeoni, 45 anni, nato a Udine e residente a Povoletto (UD), geometra libero professionista, già consigliere e assessore del Comune di Povoletto, già assessore della Comunità Montana delle Valli del Torre, già consigliere di Autovie Venete SpA. Attualmente è capogruppo della Provincia di Udine e segretario del movimento autonomista Patrie Furlane
Miriam Causero
Nata a Cividale del Friuli 42 anni fa e cresciuta a Moimacco, dopo la maturità artistica ha proseguito gli studi a Venezia conseguendo il diploma in restauro e la laurea magistrale in Architettura. Dal 2005 svolge la professione di designer d’interni. Consigliera comunale dal 2006 al 2011 a Moimacco, nel 2014 è stata eletta nel Comune di Carlino dove ricopre la carica di assessore con deleghe a Lavori pubblici, Istruzione, Cultura e Innovazione.
Nato a Tolmezzo il 15 giugno 1967, dal 1999 lavora al Corriere della Sera. Diplomato in illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Milano, ha realizzato parecchi fumetti in friulano, fra i quali “Capitan Cjargne” e “I Gnognosaurs”. Giornalista professionista dal 2003, è stato due volte direttore dello storico mensile in lingua friulana “La Patrie dal Friûl”: dal 2007 al 2010 raccogliendo il testimone di pre Toni Beline, e dal 2015 al 2017.
Tiziana Tellini
Tiziana Tellini, due figli, nata il 20/01/1963 a Palmanova, residente a San Vito al Torre (UD). Infermiera, laurea specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche presso l’Università di Trieste, referente infermieristica del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale di Palmanova-Latisana. Volontaria della Croce Rossa Italiana con incarico di Referente Regionale per l’Area 1 “Tutela e Protezione della Salute e della Vita” e membro della commissione nazionale per la formazione dei soccorritori. Presidente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Udine, in precedenza Tesoriere dello stesso ente. Consigliere comunale a San Vito al Torre, eletta con una lista civica alle ultime elezioni amministrative.
I nostri candidati all'uninominale sono:
48 anni cividalese di adozione, mamma di Francesco 12 anni, avvocato cassazionista.Accettare la candidatura è stato il miglior modo per dare corpo e sostanza a tanti anni di lavoro svolto assieme ai sognatori con cui ho costituito il Patto per l’Autonomia. Studio, incontri, discussioni, idee, confronti, anche vivaci, con le persone sul territorio. Sopra tutto e prima di tutto, il desiderio di ricostruire, la necessità di tornare davvero ad essere speciali, con la volontà di esercitare le nostre competenze e di pretenderne di altre... Un sogno diventa realtà, se a crederci siamo in tanti!
TULLIO AVOLEDO
Figlio di Angelo, originario di Aiello del Friuli, e di Luigia Adelaide Jastremsky, nata a Stagno in Dalmazia, Giuseppe Bugatto nacque a Zara l’11 settembre 1873. Nel marzo del 1874 la famiglia si trasferì ad Arbe per motivi di lavoro del padre, ma dopo soli otto mesi, avendo contratto la malaria, si spostarono a Gradisca, dove il padre ottenne un impiego all’ufficio delle imposte. Giuseppe crebbe dunque a Gradisca; tra il 1883 e il 1891 frequentò il ginnasio tedesco a Gorizia, vivendo in città come convittore al Seminario Werdenbergico, e dal 1891 al 1895 la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Graz.
Alle elezioni del 14 maggio 1907, le prime a suffragio universale, venne eletto Deputato al Parlamento di Vienna per il Partito Cattolico Popolare Friulano, per il quale si era presentato nel collegio di Cervignano-Monfalcone. Conservò tale carica fino alla caduta dell'Impero nel 1918. Nell'ottobre del 1918, poche settimane prima del termine della Grande guerra e della resa austriaca, chiese il diritto di autodeterminazione per il Friuli con la frase: CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI, SENZA DI NOI.
Al parlamento di Vienna, Giuseppe Bugatto si impegnò per l’attuazione del programma economico del suo partito, specialmente per la realizzazione delle bonifiche nel basso Friuli e per il miglioramento dei contratti colonici nella contea di Gorizia. Conoscendo molto bene la condizione della minoranza italiana in Dalmazia, collaborò intensamente con i dalmati che volevano impedire la croatizzazione della minoranza italiana. Dedicò uno sforzo continuo e sistematico per ottenere dal governo di Vienna l’istituzione dell’Università italiana a Trieste o in un’altra località dell’Impero d’Austria. Questo suo impegno per l’Università italiana iniziò nel 1907 e continuò anche dopo lo scoppio della guerra austro-serba nel 1914, ma non conseguì alcun risultato pratico. Ogni tentativo in tal senso fu perfino impensabile dopo lo scoppio della guerra tra Austria e Italia, durante la quale il compito più urgente e prioritario dei deputati del Friuli austriaco fu l’assistenza ai profughi provenienti dalle zone della contea di Gorizia evacuate per motivi bellici.
Alla dieta di Gorizia, che aveva anche poteri legislativi nel campo dell’istruzione e dell’agricoltura, Bugatto diede un importante contributo allo sviluppo della scuola italiana ma il risultato più importante della sua azione politica fu l’approvazione della legge provinciale sul colonato del 24 maggio 1914, detta legge Bugatto, che avrebbe migliorato le condizioni dei contadini.
Dopo la fine della guerra Bugatto, fedele all’Austria fino all’ultimo come il suo leader Luigi Faidutti, non poté ritornare a Gorizia, in quanto fu minacciato di morte dai fascisti. Per questo rimase a Vienna fino al 1922, dove nel 1919 pubblicò insieme al Faidutti, il libro di autodifesa L’attività del partito cattolico popolare friulano negli ultimi venticinque anni (1894-1918). Nel 1922 si trasferì a Roma, dove rimase, come impiegato del Vaticano, fino al 1939.
Il 10 luglio 1939 ritornò a Zara e vi rimase fino al gennaio del 1944, quando la sua casa fu distrutta dai bombardamenti ed egli decise di rifugiarsi a Grado, dove morì il 24 febbraio 1948, dopo avere partecipato alla fondazione della Democrazia cristiana locale e all’attività del consiglio di zona di Trieste quale delegato del comune di Grado.
prof. Sandro Fabbro
*Il voto per il Patto, che non fa alleanze con altri partiti, è ancora più semplice: con una croce nel nostro simbolo, voti sia il nostro candidato presente nel collegio, sia per la quota proporzionale. “X” SUL PATTO e via: curtis e che si tocjin.
La cartina sopra riportata rende l’idea di come la nostra montagna si stia progressivamente spopolando. Si capisce anche che questo non è un destino inevitabile, perché in altre zone alpine questo problema non è così grave o addirittura non c’è.
Con le persone che in montagna vivono e lavorano, con le associazioni e le imprese, con gli amministratori e gli operatori sociali dobbiamo darci da fare per dare un futuro alle Comunità della Carnia, della Val Canale e di tutto il territorio montano.
Dobbiamo recuperare le risorse che ci spettano e costruire assieme un Piano Straordinario per il Lavoro, facendo gli investimenti nella manutenzione idrogeologica, nel recupero dei centri storici, nelle infrastrutture a basso impatto ambientale necessarie per lo sviluppo di filiere locali di qualità.
Massimo Moretuzzo - candidato alla Camera per il Patto per l’Autonomia

Tullio Avoledo e Markus Maurmair
In un articolo di qualche giorno fa ci ha incuriosito la frase: “Non solo Cerno, altri due giornalisti in gara”.qui si dovrebbe parlare di moto, motociclisti e viaggi in moto, ma non solo…
Markus Maurmair
Maurmair: "Patto per l’Autonomia si presenterà sia alle elezioni nazionali, sia per entrare nel consiglio regionale. Principalmente vorrebbero diventare strategici nei confronti dei partiti nazionali, per fare in modo che quello che fino a oggi ci è stato “scippato”, sia restituito al Friuli Venezia Giulia: per la Corte dei Conti dal 2008 in poi la Regione ha iniziato a versare, per ridurre il debito nazionale, delle cifre che sono cresciute, passando dai cento milioni al miliardo e duecento milioni del 2015. Soldi che lo stato ci ha dato è che noi abbiamo dovuto restituire allo stesso per l’abbattimento del debito Nazionale. Il problema è che se facessimo un confronto in termini di popolazione, quello che diamo corrisponde a quasi il 5%, mentre la popolazione del Friuli Venezia Giulia è poco più del 2%. Diamo il doppio di quello che dovremmo e mai nessuno ci ha tutelato rispetto a questa richiesta. Noi dovremmo avere circa mezzo miliardo di euro l’anno e con quei soldi in più nel nostro bilancio regionale, forse qualche servizio migliore per i nostri cittadini e qualche opera significativa avremmo potuto realizzarla."