È arrivata con l’inizio della primavera, quasi fosse nell’aria e con un senso di ineluttabilità, l’ennesima crisi industriale.

Moretuzzo: «Importante la collaborazione fra gli enti del Friuli-Venezia Giulia, ma va rispettato il policentrismo dei territori»Friuli Innovazione, assente all’audizione in VI Commissione, «faccia sentire la propria voce»

«Pretendete di essere ascoltati, siete la generazione che ha il compito di cambiare la Storia e salvare il pianeta».

Un nuovo manifesto per l’Università di Udine. Piena adesione all’iniziativa lanciata da una cinquantina di personalità friulane unite dalla volontà di promuovere e valorizzare il rapporto tra l’ateneo e i territori del Friuli, arriva dal segretario del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo.

«Ancora una volta tanti soldi, in alcuni casi, troppi, per troppo pochi e così le piccole realtà associative rinunciano a proporre i propri progetti – afferma il presidente del Patto per l’Autonomia, Markus Maurmair, commentando le assegnazioni dei finanziamenti regionali per le iniziative progettuali riguardanti eventi e festival nel settore dello spettacolo dal vivo per il 2019 –.

Mozione del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia chiede misure puntuali e sostegno agli studenti che si stanno mobilitando

Oggi è l’8 marzo, data scelta per celebrare la giornata internazionale della donna, istituita a memoria delle conquiste sociali femminili ma anche per riflettere sulle discriminazioni e le violenze di cui le donne sono ancora oggetto in molte parti del mondo. L’istituzione di questa giornata ha la sua germinazione esattamente 110 anni fa, il 28 febbraio del 1909 a New York, quando le donne socialiste americane chiesero ed ottennero la istituzione di una “giornata nazionale della donna”. La manifestazione si estese rapidamente ad altri paesi, e l’8 marzo del 1917 (il 23 febbraio nel calendario giuliano) a San Pietroburgo le donne scesero in piazza in massa chiedendo “pane e pace”: la fine della guerra, dei razionamenti di cibo, dello zarismo. Fu l’inizio della Rivoluzione di Febbraio. Una germinazione di tipo politico quindi: se in Russia le donne chiedevano pane e pace, altrove domandavano il diritto di voto e di porre attenzione alla “questione femminile”, ovvero il ruolo della donna nella società.

Presentato il progetto di legge regionale sui buoni spesa solidali del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia.Contributi ai Comuni a supporto di piccoli negozi e famiglie   Un progetto di legge che prevede l’erogazione di finanziamenti regionali per i piccoli Comuni (ovvero entro i 3 mila abitanti) finalizzati a sostenere i “buoni spesa solidali”. Lo ha illustrato oggi, martedì 5 marzo, all’Aula il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che lo ha promosso e ora sarà esaminato dalla II Commissione. I buoni – sull’esempio di una riuscita sperimentazione del Comune di Mereto di Tomba poi replicata con successo anche da altre amministrazioni comunali – andrebbero assegnati ai nuclei familiari per essere spesi negli esercizi commerciali presenti sul territorio comunale e convenzionati con il Comune stesso. L’iniziativa realizzerebbe in tal modo un duplice obiettivo: da un lato, permetterebbe di incrementare l’indotto economico di questi negozi – riconoscendone inoltre il rilevante ruolo sociale svolto nei piccoli comuni –; dall’altro, offrirebbe un importante aiuto economico alle famiglie. Più nello specifico, la norma dà quindi la possibilità ai Comuni che intendono avviare questa iniziativa di ricevere un aiuto economico dalla Regione pari alla cifra che loro stessi destineranno all’erogazione dei buoni spesa poi destinati alle famiglie, secondo modalità e forme in gran parte stabilite autonomamente dai Comuni, per un importo complessivo di 600 mila euro per il 2019 e il 2020. «Siamo per supportare in modo forte i piccoli negozi, in particolare quelli presenti nei comuni montani e in quelli di piccole dimensioni – afferma il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli –. In questi casi le botteghe non sono solo delle attività economiche in grado di garantire i servizi di prossimità indispensabili, ma diventano veri e propri presidi di welfare di comunità». «La norma presentata nasce dai territori – spiega il capogruppo Massimo Moretuzzo –, riprende esperienze frutto di buone prassi sviluppate da alcuni Comuni, con risultati significativi. È importante che la Regione le sostenga e ne favorisca la diffusione». Il progetto di legge prevede che, entro una cornice normativa individuata dalla Regione, i Comuni possano declinare l’iniziativa stabilendo le migliori modalità operative rispetto alla propria realtà di appartenenza, eventualmente anche – ed è un aspetto auspicabile – attraverso l’individuazione di forme complementari e integrative di intervento, ipotizzando per esempio l’attivazione di sinergie specifiche al fine di promuovere i cosiddetti prodotti “a km 0” e l’economia solidale. «Crediamo fortemente, e ci impegneremo in questo senso, nella costruzione di una rete di economia solidale, basata sui principi della sostenibilità sociale e ambientale», conclude Moretuzzo.

«Se è grave il fatto di aver modificato le regole delle prossime elezioni amministrative, introducendo anche la possibilità del terzo mandato dei sindaci nei Comuni con meno di 2000 abitanti, senza aver sentito le parti interessate, lo è ancora di più averlo fatto a un mese e mezzo dalla presentazione delle candidature, senza che vi fossero motivazioni di urgenza», afferma il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli in seguito all’approvazione di ieri (28 febbraio, ndr) del disegno di legge n. 40, che, tra le altre cose, ha modificato la disciplina delle elezioni comunali.

Presentata la proposta di legge regionale su appalti e lavori pubblici del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia.

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