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Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt Za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie

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Notizie

pre Checo Placerean

“Pensâ al Friûl, fâ i interès dal Friûl, vê cussience di jessi un popul, di vê une muse diferente di chês altris, no vûl dî sierâsi dentri dal curtilut di cjase, ma spalancâ i puartons, di ogni bande ae int di dutis lis bandis, par che a jentrin e par che a passin, par che nus contin ce che no savìn, ma tal nestri curtîl, a cjase nestre, libare e vierte a ducj, no in man di altris, che le doprin par lôr.”
pre Checo Placerean
Pre Checo Placerean al jere nassût a Montenârs za fa cent agns, ai 30 di Novembar dal 1920. Al è stât une des figuris plui impuartantis dal autonomisim furlan e tradutôr, adun cun pre Antoni Beline, de Bibie in lenghe furlane, segnant cu la sô olme il Nûfcent furlan. Il Pat pe Autonomie lu memoree cuntun video che al met adun i contribûts di Claudio Violino, Toni Capuozzo, pre Roman Michelot, Laura Nicoloso e Dree Valcic, siei arlêfs e dissepui, cun chê di ricuardâ la sô bataie pe identitât furlane, il so amôr pal Friûl e pal popul furlan. La lezion di pre Checo e torne buine ancje in dì di vuê, mostrant la impuartance di continuâ a cjaminâ sul troi des nestris lidrîs.
“Pensare al Friuli, fare gli interessi del Friuli, aver coscienza di essere un popolo, di avere un volto diverso da quello degli altri, non vuol dire chiudersi nel cortiletto di casa, ma spalancare i portoni, in ogni direzione alla gente di ogni dove, perché possano entrare e passare, perché ci raccontino quello che non sappiamo, ma nel nostro cortile, a casa nostra, libera e aperta a tutti, non in mano agli altri, che la sfruttino per sé.”
don Francesco Placereani
Don Francesco Placereani era nato a Montenars cento anni fa, il 30 novembre 1920. È stata una delle figure più importanti dell’autonomismo friulano e traduttore, con don Antonio Bellina, della Bibbia in lingua friulana, segnando il Novecento friulano. Il Patto per l’Autonomia lo commemora con un video che raccoglie i contributi di Claudio Violino, Toni Capuozzo, don Romano Michelotti, Laura Nicoloso e Andrea Valcic, suoi allievi e discepoli, per ricordarne la battaglia per l’identità friulana, il suo amore per il Friuli e per il popolo friulano. La lezione di don Francesco continua a essere attuale anche al giorno d’oggi, mostrando l’importanza di continuare sul cammino delle nostre radici.
 
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Recovery Fund. Moretuzzo: «Sbagliato attendere concessioni da Roma. Si definisca subito un piano di azione»

«L’informativa sul tema del Recovery Fund data oggi (19 novembre, ndr) dall’assessore Zilli alla I Commissione consiliare evidenzia una situazione che rischia di vedere il Friuli-Venezia Giulia sparire dalla scena – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo –. È evidente che il governo statale cercherà di centralizzare quanto più possibile le scelte relative all’utilizzo delle risorse disponibili in base al Programma Next Generation EU – il più importante dei mezzi messi in campo dall’Unione europea per sostenere l’economia ai tempi del Coronavirus – ed è altrettanto evidente che oggi non ci sono delle certezze rispetto alle procedure e al ruolo che le Regioni potranno esercitare. In un contesto come questo, però, il Friuli-Venezia Giulia non può limitarsi ad aspettare che qualcuno, bontà sua, ci dica quante risorse avremo a disposizione e come utilizzarle; è fondamentale elaborare quanto prima una nostra visione e una serie di ambiti di azione in cui sviluppare un nostro “Green Deal”».

Pertanto, continua Moretuzzo, «è necessario definire un piano di azione che tenga conto del perimetro di azione stabilito dai criteri per l’utilizzo dei fondi stabilito in sede europea, per i quali il 57% delle risorse deve andare ad ambiente (energia e clima) e digitalizzazione, e che diventi l’elemento base su cui declinare le progettualità che potranno entrare nell’ambito del Next Generation EU e della programmazione 2021-27. Quel Piano di azione deve poi essere l’elemento su cui avviare un negoziato serrato con lo Stato, con la consapevolezza che per il Friuli-Venezia Giulia, e in particolare per alcune aree del territorio, questa è la “partita della vita”: non possiamo permetterci di sprecare un’occasione storica, con una serie di risorse importanti da utilizzare, per avviare una transizione necessaria del sistema economico verso una svolta orientata alla sostenibilità ambientale e alla resilienza dei territori e delle filiere produttive».

Dunque, l’auspicio è che «il dibattito che si terrà su questo tema in Consiglio regionale la prossima settimana, stabilisca una road map serrata, in cui, anche attraverso l’ascolto delle rappresentanze della società civile, del mondo della ricerca, delle categorie produttive, le forze politiche si confrontino per definire urgentemente un piano d’azione quanto più possibile condiviso. Con la consapevolezza che siamo già in ritardo».

Recovery Plan

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Audizione del Consorzio Agrario in Consiglio Regionale

Moretuzzo: «La Regione prenda posizione in modo forte contro la fusione»

«La vicenda della possibile cessione del Consorzio Agrario del Friuli-Venezia Giulia, o del suo patrimonio e di suoi rami d’azienda, a una rete di consorzi di livello statale, è emblematica da diversi punti di vista – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, intervenendo sul futuro del Consorzio e in particolare sulla sua adesione al progetto sponsorizzato da Coldiretti –. Siamo di fronte all’ennesimo asset strategico friulano che rischia di venire smantellato a beneficio di un nuovo “processo di aggregazione per offrire traiettorie di futuro alle imprese agricole del Friuli Venezia Giulia”, tanto per citare il nuovo commissario veronese (un altro…) di Coldiretti, calato sulle pianure friulane per tacitare il malcontento della cosiddetta base».
Qualora la paventata aggregazione andasse in porto, per Moretuzzo assisteremmo alla perdita di controllo regionale di una realtà decisamente significativa con i suoi 2 mila 200 soci, 120 milioni di euro di fatturato e un patrimonio di 22 milioni di euro. «Patrimonio che, guarda caso, dovrebbe essere il primo elemento a confluire in questa nuova progettualità statale che andrà a definire le nuove sorti magnifiche e progressive dell’agricoltura italica – commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. C’è decisamente di che preoccuparsi, come dimostrato dalle reazioni di parti importanti del mondo agricolo friulano, a partire dalle dimissioni del presidente regionale di Coldiretti Pavan. È fondamentale che una posizione forte venga assunta anche dai vertici istituzionali regionali. L’audizione odierna (18 novembre, ndr) in II Commissione da parte dei dirigenti del Consorzio Agrario ha confermato che i rischi di questa operazione non sono accettabili e che la politica deve intervenire in modo deciso». Una posizione «morbida» non è accettabile per Moretuzzo, visto che, «soprattutto in momenti come questi, la Regione ha un ruolo fondamentale nell’indirizzare le politiche economiche del proprio territorio, in primis nelle scelte sull’utilizzo delle risorse disponibili e sui contributi, anche comunitari, che possono o meno essere assegnati ai vari settori. È pertanto evidente che gli elementi, quantomeno per una convinta moral suasion, ci sono tutti».
«La difesa della specialità regionale, spesso evocata a sproposito, più quasi come un feticcio che come strumento formidabile per dare risposte importanti alle questioni che rischiano di travolgerci, passa anche – se non soprattutto – attraverso la capacità di trattenere i centri decisionali ed economici sul nostro territorio. Fra questi il Consorzio Agrario – conclude Moretuzzo –. È bene che tutto il Consiglio Regionale e la Giunta Fedriga ne tengano conto».

Agricoltura

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Salvaguardia del Lago di Cavazzo

Salvaguardia del Lago dei Tre Comuni, a che punto siamo con i progetti del tavolo tecnico?

Interrogazione del Patto per l’Autonomia

A che punto sono i progetti di salvaguardia del lago di Cavazzo? Lo chiedono alla Giunta Fedriga i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, con un’interrogazione che intende far luce sulle attività del Laboratorio Lago dei Tre Comuni, il tavolo tecnico istituito per individuare le criticità del lago di Cavazzo e proporre soluzioni finalizzate a recuperarne le condizioni di naturalità e a garantirne la fruibilità, anche a fini turistici, in conformità al Piano regionale di tutela delle acque, con una destinazione di spesa, per il 2019, di 50 mila euro. In tal senso, Bidoli e Moretuzzo chiedono di sapere se il Laboratorio Lago dei Tre Comuni ha elaborato un piano di lavoro, a che punto è l’attuazione di tale piano e se sono state avviate adeguate progettualità al fine di costruire l’opera di bypass per convogliare direttamente le acque gelide e torbide della centrale di Somplago, diminuendo in questo modo l’impatto sul livello del lago, soggetto a forte oscillazione, sulla sua fruibilità turistica e sulle attività legate alla pesca.
«Sulle acque del canale di scarico del lago verranno realizzate tre centraline idroelettriche che andranno ad aggiungersi al progetto del Consorzio di Bonifica Friulana di derivazione irrigua dallo stesso canale di scarico – ricordano Moretuzzo e Bidoli –. Queste centraline potrebbero continuare a turbinare acqua proveniente dal lago di Cavazzo, una volta che la centrale di Somplago entrasse in fermo, con il rischio concreto di un abbassamento del livello del lago a causa dell’acqua turbinata. Con l’opera di bypass, che porterà le acque in uscita dalla centrale direttamente nel canale di scarico del lago, centraline e derivazione irrigua potranno essere realizzate senza comportare importanti interferenze con il bacino. Chiediamo alla Giunta regionale chiarezza sullo stato di fatto. Non vorremmo che il Laboratorio Lago dei Tre Comuni fosse un espediente al quale non fanno seguito azioni concrete per la rinaturalizzazione e fruibilità dello stesso lago, dimostrando – se così fosse – di non comprenderne la strategicità per lo sviluppo della valle e del suo circondario più vasto, ma anche per il sistema acquifero».

Ambiente, Idroelettrico

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Moretuzzo e Bidoli: «Si riveda la Pac nel segno del Green Deal europeo»

Depositata una mozione del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia

Una revisione della Politica agricola comune 2021-27 nel segno del Green Deal europeo, facendone uno strumento per realizzare appieno la transizione ecologica dell’agricoltura. La chiedono i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, con una mozione, depositata oggi (6 novembre, ndr), che impegna il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo, il Parlamento e il Comitato europeo delle Regioni affinché intervengano subito per far sì che i regolamenti per la nuova Pac 2021-2027 siano allineati alle strategie “Farm to Fork” (“Strategia dal campo alla tavola per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente”) e “Biodiversità 2030”, chiavi di volta per la realizzazione del Green Deal, ovvero la traduzione europea degli impegni internazionali in materia di clima e sostenibilità nonché un vero e proprio progetto di leadership europea sul tema dell’ambiente.
«La Pac dovrebbe sostenere i modelli di produzione alimentare e di consumo che riducono l’uso delle risorse naturali a livelli equi e sostenibili, nonché quella di fermare il fenomeno di abbandono delle campagne in particolare da parte dei più giovani. Con questa mozione, riscontrando alcune criticità nei nuovi regolamenti – affermano Moretuzzo e Bidoli, ricordando che la Regione Friuli-Venezia Giulia si è candidata come regione pilota Green Deal con la generalità di Giunta regionale 812/2020 –, proponiamo di vincolare il sostegno economico al raggiungimento degli obiettivi delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” e di assicurarsi che la Pac non sostenga o incentivi pratiche dannose o incompatibili con il Green Deal. Si consenta inoltre agli agricoltori e alle aree rurali ed interne di essere i motori di un cambiamento positivo, dedicando finanziamenti sufficienti volti a premiare le pratiche che riducono gli impatti su acqua e aria, che conservano la fertilità del suolo e degli ecosistemi e che promuovono la transizione verso modelli alimentari sostenibili; e si rafforzi il valore aggiunto delle economie locali attraverso filiere corte e la promozione di modelli business orientati alla salute e alla sostenibilità nelle aree rurali».

Ambiente, Agricoltura

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Omaggio del Patto per l’Autonomia ai fusilâts di Cercivento

Moretuzzo: «Riabilitazione doverosa nel necessario percorso di rilettura della Grande Guerra in Friuli»

«L’omaggio ai fusilâts di Cercivento è doveroso, e non solo nella giornata odierna. È tempo che anche il Parlamento italiano se ne renda conto». Così il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, che oggi, 4 novembre, nella giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, si è recato con una delegazione del partito in un luogo simbolico, «lontano dalla retorica nazional-militarista», a depositare un mazzo di fiori al cippo eretto a Cercivento in ricordo degli alpini Giovanni Battista Coradazzi, Angelo Massaro, Basilio Matiz e Silvio Gaetano Ortis, fucilati “per l’esempio” negli anni terribili della Grande Guerra, vittime del militarismo ottuso.
Proprio per sostenere l’iter della legge 991 sulla riabilitazione storica e morale dei fucilati e di tutte le altre vittime condannate a morte su sentenza dei tribunali militari durante la prima guerra mondiale, abbandonate all’oblio, continua la staffetta del digiuno promossa dalla “Società della Ragione”, alla quale hanno aderito anche diversi esponenti del Patto per l’Autonomia. Nel concreto, i partecipanti alla staffetta chiedono l’urgente approvazione di un provvedimento legislativo che restituisca riabilitazione piena alle vittime del “cadornismo” e di ufficiali insensati sulla base del ripudio della pena di morte dichiarato dalla Repubblica italiana all’articolo 27 della Costituzione: elementi già previsti nell’articolato del ddl 991 presentato nel 2018 alla Commissione Difesa del Senato, largamente approfondito e discusso e di fatto pronto a essere presentato al voto dell’Aula, per poi arenarsi dopo il recente avvicendamento della Presidenza di Commissione.
«L’approvazione di una legge di costruzione di una memoria senza ombre, basata sulla verità storica, è indispensabile e si inserisce nel necessario percorso di rilettura dell’“inutile strage” che ha investito anche la nostra terra oltre un secolo fa, rispetto alla quale lo Stato italiano, per molti aspetti, continua a non voler fare i conti», afferma Moretuzzo.

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Lavoratori della cultura e dello spettacolo

Moretuzzo: «Necessario sostenere economicamente l’intero settore»

«Si individuino gli strumenti più adeguati per sostenere concretamente i lavoratori del settore della cultura e dello spettacolo le cui attività sono fortemente penalizzate dalle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica in corso». È questo l’impegno rivolto alla Giunta regionale dai consiglieri del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, in un ordine del giorno sostenuto da tutte le forze politiche in Consiglio e approvato nella serata di ieri (29 ottobre, ndr).
«L’intero settore della cultura e degli spettacoli dal vivo è in ginocchio, costretto nuovamente a fermarsi dall’emergenza epidemiologica, dopo le chiusure della scorsa primavera e una estate di fortissime limitazioni», afferma il capogruppo Moretuzzo. «Nel mettere subito in campo risorse per le imprese regionali non dobbiamo dimenticare questi lavoratori: artisti, performer, tecnici e tutti i professionisti che rendono possibile la fruizione e il progresso della cultura per l’intera società e che si trovano in migliaia senza fonti di reddito».
I consiglieri del Patto per l’Autonomia esprimono quindi vicinanza e solidarietà alla mobilitazione dei lavoratori dello spettacolo e della cultura che manifestano nella giornata di oggi (30 ottobre, ndr) a Trieste e in moltissime piazze italiane.

Lavoro, Covid-19

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Recovery Fund

Assestamento d’autunno.
Moretuzzo: «Bene gli aiuti alle imprese, ma si lavori subito ai progetti del Recovery Fund. Siamo già in ritardo»

«Apprezziamo e condividiamo la richiesta di collaborazione arrivata dal Presidente Fedriga. L’emergenza in atto e i mesi che ci attendono devono essere affrontati con serietà e unità da tutte le forze politiche – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, relatore di minoranza del disegno di legge 111 sulle misure finanziarie intersettoriali e noto come assestamento d’autunno –. Come nella prima fase dell’emergenza, la scorsa primavera, il Patto per l’Autonomia c’è e oggi abbiamo condiviso con la Giunta e gli altri Gruppi le misure emergenziali adottate in questa manovra, come i fondi destinati alle imprese, gli scorrimenti di graduatorie per imprenditoria giovanile e impianti sportivi, i contributi per la didattica a distanza che avevamo sollecitato in Commissione. Rimangono invece le perplessità su alcuni passaggi proposti dalla maggioranza: il rinvio del pagamento IRAP in modo indiscriminato per tutte le imprese, anche quelle che hanno aumentato il fatturato e non hanno problemi di liquidità, penalizzando quindi i settori in vera difficoltà, che avrebbero potuto avere più risorse a disposizione; l’ennesima riserva di denaro – 1,5 milioni di euro – per quel “bonus bellezza” fermo da un anno e mezzo senza attuazione; la conferma dei contributi benzina per auto inquinanti».

Per Moretuzzo, inoltre, non vengono affrontate subito questioni cruciali per la tenuta del sistema sociale ed economico del territorio. «Non è sufficiente la condivisione sull’emergenza, che è urgente e pressante, ma serve quanto prima volgere il nostro sguardo in avanti. È chiaro a tutti che questa pandemia avrà conseguenze economiche e sociali enormi, con interi settori che dovranno reinventarsi, ed è urgente che il Consiglio regionale si occupi di immaginare i progetti di riforma e intervento sulla nostra Regione che dovranno rientrare nel Recovery fund. Queste risorse – conclude Moretuzzo – saranno uno strumento formidabile, ma siamo già in ritardo: mentre gestiamo l’emergenza dovremo quanto prima iniziare a confrontarci sul futuro e le prospettive dei cittadini e delle imprese del Friuli-Venezia Giulia».

Recovery Plan

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Fondazione Aquileia

Moretuzzo: «Dopo le dimissioni di Zanardi Landi si prosegue l’opera di indebolimento»

«L’emendamento proposto dalla Giunta regionale riguardante la destinazione di 30 mila euro per l’Ufficio Unico per Aquileia per la gestione degli appalti, istituito su volontà della stessa Giunta, è indice della volontà di proseguire nell’opera di erosione delle competenze della Fondazione, che alle scelte dell’annunciato Ufficio Unico sarà sottoposta. Denota inoltre il grave disinteresse dell’amministrazione rispetto alle questioni sollevate dall’ormai ex presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi, le cui dimissioni sono state un segnale davvero preoccupante. Sarebbe stato opportuno ascoltare con attenzione le osservazioni di Zanardi Landi anziché tirare dritto», commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo.

«L’Ufficio Unico forse permetterà la gestione delle gare e degli appalti, ma impedirà il coordinamento di sostanza sulle iniziative da portare a termine. Manca quindi un ragionamento di sistema, che ponga al centro la qualità del servizio – osserva Moretuzzo –. Si è deciso di erodere competenze alla Fondazione senza consultarla. Le soluzioni alternative c’erano. Si poteva disporre un ufficio interno alla Fondazione, con l’eventuale inserimento di un dirigente regionale, piuttosto che optare per l’istituzione dell’Ufficio Unico, iniziativa calata dall’alto (l’ennesima di questa Giunta) presa senza coinvolgere gli addetti ai lavori, che meglio di chiunque altro conoscono il sito di Aquileia e le sue reali esigenze».

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Il Patto per l’Autonomia vicina e solidale con le comunità di Montecopiolo e Sassofeltrio

Il Patto per l’Autonomia solidale con le comunità di Montecopiolo e Sassofeltrio che dal 2007 attendono di passare alla Romagna

Il Senato si sta finalmente occupando, da ieri, martedì 27 ottobre, di un disegno di legge,
il n. 1144, che ha per oggetto il passaggio di due piccoli Comuni romagnoli di confine,
Montecopiolo e Sassofeltrio, dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna. È una
situazione lontana dai nostri territori, ma il Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia la
sente vicina e non solo per solidarietà con l’autonomismo romagnolo, con cui siamo in
dialogo nella rete Autonomie e Ambiente. Abbiamo vissuto anche noi la lunga e faticosa
vicenda del passaggio di Sappada in Friuli e sappiamo quante resistenze quella nostra
comunità ha incontrato, prima di veder riconosciuta la propria volontà.
Montecopiolo e Sassofeltrio votarono a larghissima maggioranza per la Regione Emilia-
Romagna i giorni 24 e 25 giugno 2007, nel referendum convocato ai sensi dell’art. 132 della
Costituzione. Sono due comunità romagnole e vogliono riunirsi alla Romagna. Dopo 13 anni,
però, la loro volontà non è stata ancora rispettata. Non solo, dopo anni di testarda resistenza
da parte del PD marchigiano, oggi anche la nuova amministrazione regionale di centrodestra
appena eletta, guidata dal presidente Acquaroli (Fratelli d’Italia), ha voluto subito allinearsi
con la precedente, rilasciando una dichiarazione contraria al passaggio.
Questa vicenda è fortemente emblematica e per molti aspetti inquietante. Se la
Costituzione e la volontà popolare non valgono per Montecopiolo e Sassofeltrio, esse
perderanno valore per tutti. Rivolgiamo un appello a tutti i Senatori, affinché diano seguito
alla volontà popolare, pongano fine alla lunga attesa di Montecopiolo e Sassofeltrio e non
vogliano rendersi responsabili di uno sfregio alle istituzioni della nostra Repubblica.

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Legge sull’idroelettrico

Legge sull’idroelettrico.
Moretuzzo e Bidoli: «Passaggio storico, verso la gestione pubblica di un bene comune. Occasione preziosa per rilancio della montagna»

La legge regionale sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche, discussa oggi (27 ottobre, ndr) in aula, «è un passaggio storico di straordinaria importanza per la montagna friulana e per tutta la regione, una delle tappe più significative della legislatura che è frutto di un processo partecipato, della mobilitazione di sindaci e amministratori locali, uniti per il bene del territorio, del coinvolgimento attivo di cittadini e comitati», osserva il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo.
Una legge fondamentale, «occasione preziosa per innescare processi economici e sociali di rinnovamento e di rilancio per la montagna», nella prospettiva della transizione ecologica e che «riconduce sotto il controllo pubblico la gestione della produzione idroelettrica, a partire dalle grandi derivazioni, i cui ricavi, particolarmente redditizi, finora sono andati ad arricchire chi con la nostra terra e le nostre comunità non c’entra nulla. In questa direzione, sarà centrale la costituzione della Società elettrica regionale, che potrà portare benefici per lo sviluppo sociale ed economico della regione, tutelando territorio e ambiente, e che come Gruppo Consiliare abbiamo sollecitato da inizio legislatura», continua il consigliere Giampaolo Bidoli.
E proprio in merito a ciò, i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia hanno presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta regionale a identificare strumenti affinché gli enti locali sul territorio regionale possano partecipare alla compagine societaria della Società elettrica regionale di futura costituzione.
Inoltre, con l’auspicio che la comunità regionale, dopo aver legiferato sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche, continui a tutelare le proprie risorse idriche anche in relazione al mini-idroelettrico con il fine di frenare lo sfruttamento privato dei beni comuni, Moretuzzo e Bidoli – in un secondo ordine del giorno – hanno chiesto all’esecutivo regionale di proseguire nell’opera di monitoraggio puntuale e stringente del rilascio di nuove concessioni di derivazione ad uso idroelettrico sui corsi d’acqua naturali regionali, verificando il rispetto dei requisiti previsti e delle condizioni di maggiore tutela delle acque, nella direzione di abbandonare ogni forma di incentivo al mini-idroelettrico sui ruscelli, torrenti e fiumi e con l’auspicio che prima o poi si arrivi a una vera e propria moratoria di nuovi impianti.

Montagna, Idroelettrico

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Staffetta del digiuno per la riabilitazione dei fusilâts di Cercivento

In corso la staffetta del digiuno per la riabilitazione dei fusilâts di Cercivento.
Aderiscono anche i consiglieri regionali Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, assieme al collega Luca Boschetti

Anche i consiglieri regionali Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, assieme al collega Luca Boschetti, già sindaco di Cercivento, hanno aderito alla staffetta del digiuno promossa dalla “Società della Ragione”, che vede un lungo elenco di persone darsi il cambio per continuare a sostenere le ragioni della riabilitazione storica e morale dei fusilâts di Cercivento. L’iniziativa è stata intrapresa da Franco Corleone, l’ex parlamentare milanese, carnico da parte di madre, da sempre in prima linea sulla questione, per sostenere l’iter della legge sulla riabilitazione dei fucilati e di tutte le altre vittime condannate a morte su sentenza dei tribunali militari durante la prima guerra mondiale, abbandonate all’oblio.
In Friuli-Venezia Giulia le istituzioni a tutti i livelli hanno ripetutamente richiesto al Parlamento un passo riparativo; donne e uomini della cultura e della politica hanno affermato con toni accorati le ragioni di umanità e giustizia; sono stati prodotti documenti, saggi, libri, spettacoli teatrali e documentari; si sono svolti incontri e dibattiti in ogni luogo, sempre all’insegna dell’unità di intenti. È notizia recente che l’esame del ddl andrà in comitato ristretto, su proposta della presidente della commissione Difesa Roberta Pinotti, già ministro della Difesa nei governi Renzi e Gentiloni, che solo pochi giorni fa si era impegnata, anche in risposta all’appello del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, per arrivare a una formulazione rapida e condivisa della legge. Ora invece si rischia di riportare indietro le lancette dell’orologio con l’ipotesi di un nuovo testo, di una discussione da ricominciare e di un consenso da ricostruire. Se ciò accadesse si sarebbe perduto il conto con la storia, forse in modo irrimediabile. Il digiuno è il segno che la campagna per il diritto all’onore dei fucilati punta a una rapida soluzione e assume le forme adeguate a un momento cruciale. Oggi (27 ottobre, ndr), in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, aderisce all’iniziativa il consigliere regionale Massimo Moretuzzo, domani digiunerà il consigliere Luca Boschetti, mentre giovedì sarà la volta del consigliere Giampaolo Bidoli.

Storia

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Basta giochi di potere sulle comunità di montagna

Comunità di montagna del Friuli occidentale.
Bidoli: «Si persegua il bene dei territori, al di là delle appartenenze politiche»

«Basta “giochi di potere”. Si promuova piuttosto, da subito, tra i rappresentanti delle comunità locali, un dibattito e un approfondimento seri, scevri da posizioni pregiudiziali, per far emergere le esigenze del territorio e individuare delle politiche di sviluppo che ne tengano conto». È quanto chiede il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli, dopo la recente approvazione della proposta di legge n. 108, “Norme urgenti per la costituzione di due Comunità di montagna nella zona montana omogenea della Destra Tagliamento e delle Dolomiti Friulane”. «Chi l’ha promossa, se avesse avuto davvero a cuore le sorti del territorio interessato, avrebbe sottoscritto e approvato (invece di bocciarlo, per poi ritornare sui suoi passi) l’emendamento che avevo presentato, assieme al collega Massimo Moretuzzo, già a luglio di quest’anno, con il quale chiedevamo di concedere più tempo alle amministrazioni comunali coinvolte per decidere se costituire, in quell’area, una o due Comunità di montagna». E invece, sottolinea Bidoli, «i sindaci dei Comuni interessati dalla riforma, per decisione della maggioranza, non sono stati neppure auditi in Commissione. E pensare che i proponenti della norma sostenevano l’opportunità della stessa proprio per dare risposte ai Comuni…».
L’ultimo passaggio in Aula evidenzia ancora una volta «la debolezza della legge di riforma degli enti locali, approvata quasi un anno fa. La nostra Regione ha potestà legislativa in materia di enti locali, eppure questa autonomia è stata esercitata soltanto per demolire l’impianto esistente. La mancanza di una visione futura – osserva il consigliere del Patto per l’Autonomia – si è evidenziata nell’area del Friuli Occidentale delle Dolomiti, con la Regione che ha preferito assecondare i malumori dei singoli, piuttosto che favorire il gioco di squadra. Ha uno strano concetto di autonomia questa amministrazione regionale – aggiunge Bidoli –. Autonomia vuol dire assumersi la responsabilità, insieme ai Comuni, di progettare il futuro di una terra scrollandosi di dosso logiche stantie. Le tante, troppe modifiche a questa legge denotano un sacco di confusione con il risultato che le Comunità di montagna si ritroveranno ad esercitare pochissime funzioni. Da amministratore locale in carica, auspico che i Consigli comunali coinvolti sappiano promuovere un dibattito serio sul ruolo di queste nuove realtà, chiamate primariamente all’elaborazione di piani e programmi di sviluppo, facendo leva su un patrimonio di professionalità, motivate e capaci, in forza agli enti locali. Ne va del futuro di tutto il Friuli Occidentale e della regione intera».

Montagna

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Circolare "fuorilegge", insegnare il Friulano è un diritto

Friulano a scuola.
Una circolare della Regione legittima gli istituti a non insegnarlo, violando la normativa di tutela statale e regionale.
Moretuzzo: «Fatto gravissimo che lede il diritto dei cittadini friulani»

Interrogazione del Patto per l’Autonomia per chiedere chiarezza sulla vicenda

«La Regione legittima le scuole a non insegnare la lingua friulana, violando apertamente la normativa, statale e regionale, di tutela che invece prevede l’uso, l’insegnamento e l’apprendimento del friulano nel percorso educativo. Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che lede il diritto dei cittadini friulani», denuncia il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, annunciando la presentazione di una interrogazione del Gruppo Consiliare per fare chiarezza su una vicenda che ha dell’incredibile.

«Il Servizio Istruzione della Regione, con una circolare indirizzata alle scuole dell’infanzia e primaria statali e paritarie situate nei comuni di tutela della lingua friulana, le invita a comunicare l’intenzione di avviare o meno le attività di insegnamento della lingua friulana nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 per evitare di dover restituire l’acconto per il finanziamento delle attività didattiche, presumendo che gli istituti possano decidere liberamente se insegnare o meno il friulano. È un atto incomprensibile, perché viola la legge: le scuole, infatti, sono tenute a svolgere attività didattica in lingua friulana quando le famiglie ne fanno richiesta per i loro figli e sono, ogni anno, circa 38 mila – spiega il capogruppo del Patto per l’Autonomia –! L’insegnamento della lingua friulana è previsto dall’art. 4 della legge statale 482/99 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”), che dà attuazione all’art. 6 della Costituzione italiana, e confermato dalla legge regionale 29/2007 (“Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”), che ne disciplina l’applicazione con un regolamento attuativo. Dunque – ribadisce Moretuzzo –, gli istituti sono obbligati a garantire l’insegnamento della lingua friulana agli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Non sono previste deroghe. Come è possibile che la Regione legittimi a non dare attuazione alla normativa vigente?!».

Quanto accaduto, «è un pessimo segnale sullo stato di salute del sistema scolastico regionale, che si priva di un elemento costitutivo e qualificante del percorso educativo, poiché l’insegnamento della lingua friulana garantisce a bambini e ragazzi tutti i vantaggi di un’educazione plurilingue e di una formazione che conduce alla creazione di una cittadinanza europea attiva e consapevole – conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. Non bastava il Covid-19, con la conseguente chiusura delle scuole, a privare gli studenti friulani dell’offerta didattica di e in friulano, ora ci si è messa anche l’amministrazione regionale. Non vorremmo che dietro a questa azione ci fosse la volontà di spostare ad altri capitoli le risorse destinate al friulano. Nell’interrogazione chiederemo anche conto del futuro dei contributi stanziati dalla Regione per questa finalità e che non saranno utilizzati: è inconcepibile vengano destinati a progettualità di altro tipo».

Come evidenziano gli esperti, la tutela della lingua friulana e il suo uso, insegnamento e apprendimento diventano per chi vive in Friuli un valore, un diritto e un’opportunità: formativa (l’apprendimento di più lingue aiuta l’apprendimento di altre lingue e di tutte le materie), educativa (la consapevolezza della diversità linguistica e culturale nel contesto locale, regionale e mondiale) e civica (il diritto alla lingua, il diritto alle lingue, la cittadinanza plurilingue e multiculturale).

Scuola

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Basta posizioni pregiudiziali

Comunità di montagna del Friuli occidentale.
Bidoli: «La Giunta promuova un dibattito serio tra gli enti locali coinvolti.
Basta posizioni pregiudiziali»

«Una brutta pagina dei lavori del Consiglio regionale». È il commento del consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli, in merito alla seduta odierna della V Commissione consiliare, impegnata nei lavori di esame della proposta di legge n. 108, Norme urgenti per la costituzione di due Comunità di montagna nella zona montana omogenea della Destra Tagliamento e delle Dolomiti Friulane.
«La legge esaminata oggi non è altro che la riproposizione – se non nella forma, certamente nei contenuti – di un emendamento che avevo presentato, assieme al collega Massimo Moretuzzo, già nel mese di luglio di quest’anno e con le medesime motivazioni che avevo presentato all’epoca, con il quale chiedevamo di concedere più tempo alle amministrazioni comunali coinvolte per decidere se costituire, in quell’area, una o due Comunità di montagna – osserva Bidoli –. L’emendamento venne bocciato dall’intera maggioranza che ora appoggia con convinzione il progetto di legge attuale».
Non solo. «La maggioranza – aggiunge il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia – ha respinto persino la richiesta di audire i sindaci dei Comuni coinvolti, forse per paura che emergessero motivi troppo deboli alla base di questa legge? La Giunta dovrebbe smettere di rincorrere i “mal di pancia” di alcuni sindaci iniziando invece a promuovere, tra gli enti locali coinvolti, un dibattito e un approfondimento serio e scevro da posizioni pregiudiziali».

Montagna

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Il futuro socio-economico dei nostri territori

Moretuzzo e Bidoli: « Per raggiungere l’obiettivo di regione pilota del Green Deal
si punti sul lavoro sostenibile»

Accolto ordine del giorno del Patto per l’Autonomia
sulla legge in materia di lavoro

«Se il Friuli-Venezia Giulia intende veramente candidarsi come regione pilota per la sperimentazione della strategia europea del Green Deal è evidente che ogni aspetto socio-economico deve essere coinvolto in questo percorso e quindi è indispensabile che anche in materia di politiche lavorative si pongano in essere ragionamenti volti al raggiungimento di tali obiettivi», questo il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, a margine dell’accoglimento di un ordine del giorno al disegno di legge n. 105 (Disposizioni regionali in materia di lavoro), approvato oggi (1 ottobre, ndr) dal Consiglio regionale.
«Con questo ordine del giorno – proseguono i consiglieri del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli – abbiamo inteso richiamare l’attenzione della Giunta sull’importanza di orientare le politiche del lavoro in direzione di una maggior sostenibilità ambientale, incentivando e valorizzando le attività lavorative e i luoghi di lavoro in regione che corrispondano alle nuove esigenze che si stanno determinando. Il futuro socio-economico dei nostri territori – concludono i consiglieri – si gioca sulla nostra capacità di capire che è necessario agire subito per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e sicuramente in questa partita un ruolo importante lo gioca l’economia circolare: prima inizieremo a scardinare i paradigmi dei vecchi sistemi, prima cominceremo ad apprezzarne i benefici e, in questo processo, la politica regionale ha e avrà un ruolo primario».

Economia, Ambiente

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Zanardi Landi dà le dimissioni

Moretuzzo: «Le dimissioni di Zanardi Landi
sono l’ennesimo fallimento della politica culturale della Giunta Fedriga»

«Le dimissioni di Antonio Zanardi Landi dalla presidenza della Fondazione Aquileia sono una pessima notizia per Aquileia e per tutto il Friuli-Venezia Giulia – commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo –. La figura del presidente Zanardi Landi, di assoluto prestigio per il ricchissimo curriculum che lo ha portato a rivestire incarichi importanti nelle istituzioni diplomatiche italiane, ha saputo dare uno slancio significativo alla Fondazione Aquileia, rafforzandone la visibilità e l’azione ben oltre i confini italiani. Zanardi Landi ha saputo interpretare con passione e autorevolezza la centralità della Storia di Aquileia, coniugando la valenza straordinaria della città come elemento identitario della nostra terra, con le prospettive di un’attrattività turistica importante e innovativa», sottolinea Moretuzzo, per il quale le dimissioni di Zanardi Landi «sono l’ennesimo fallimento dell’amministrazione Fedriga nelle politiche culturali della nostra regione».
«Non solo – aggiunge Moretuzzo – ci troviamo di fronte a scelte sbagliate e totalmente sconnesse rispetto alle potenzialità di un territorio unico, come è successo per la genialata sulla ricorrenza del cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci (da Vinci, non da Cividale o Tolmezzo) e per la celebrazione dei seicento anni dalla caduta del Patriarcato di Aquileia (tanto valeva celebrare l’invasione veneta!). Siamo di fronte all’incapacità di far lavorare in modo coordinato e sereno le professionalità e le organizzazioni che da tempo esprimono una delle parti migliori della società del Friuli-Venezia Giulia. Ci auguriamo che il tempo della propaganda e della retorica cessi prima possibile, per lasciare spazio al protagonismo positivo dei tanti attori di un mondo culturale che, nonostante i guai combinati dalla Giunta Fedriga continuano ogni giorno a lavorare per il bene della regione».

Cultura

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Basta indecisione sul trasporto scolastico, la Giunta si assuma la sua responsabilità e chieda la rescissione del contratto a Tundo

Moretuzzo: «Un disastro annunciato, sotto gli occhi di tutti, tranne della Giunta Fedriga che, con l’assessore Callari, continua a tergiversare, negando l’evidenza e respingendo la responsabilità di una situazione determinata invece proprio da scelte sbagliate dell’amministrazione regionale».

Trasporti, Scuola

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